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Lezioni e Seminario Intensivo HUNG GAR con il Gran Maestro LEE YUN FOOK
Nato dal Kung Fu di Shaolin e tramandatosi di generazione in generazione, da maestro a allievo, lo stile Hung Gar è giunto fino a noi.
Uno dei (pochi) maestri a poterlo tramandare - secondo quanto insegnatogli dalla sua scuola d'origine - è proprio il Gran Maestro Lee Yun Fook, che lo ha imparato dal Gran Maestro Chan Hon Chung, esperto di arti marziali molto famoso in Cina. Sotto la guida di Chan Hon Chung, il maestro Lee imparò l'Hung Gar e la Lion Dance, divenendo uno dei suoi migliori discepoli.
Nel mese di Ottobre il Gran Maestro Lee Yun Fook è stato ospite del nostro Maestro Michele Montelatici per un periodo di allenamento intensivo nello stile Hung Gar secondo i canoni tradizionali: allievo e maestro vivono a stretto contatto in modo che il passaggio dell'Arte avvenga nel modo più puro. Non viene tramandata solo la tecnica ma la vera essenza della disciplina...
Il Periodo insieme al GM° Lee Yun Fook
Un uomo di mezz'età non più alto di un metro e sessantacinque, ma molto robusto.e molto potente. Tanto forte nelle posizioni e nelle tecniche quanto allegro ed affabile con gli allievi: così si è presentato il Gran Maestro Lee Yun Fook alle lezioni che ha tenuto a noi ragazzi del GONG FU TRADITIONAL INSTITUTE. Egli ci ha parlato dello sviluppo storico e ci ha mostrato la versione dello stile Hung Gar tramandata nella sua famiglia...
Durante la settimana siamo stati introdotti allo studio della sequenza base "Moi Fa Kuen", la "forma del fiore di Prugno"; in Cina il fiore di prugno ha un significato simbolico in quanto è il primo di tutti i fiori a sbocciare in primavera. Così come a Primavera il fiore sboccia, allo stesso modo al praticante di Hung Gar si "schiude" la conoscenza di questo stile.
In occasione del seminario tenuto nel fine settimana il GM° Lee ha insegnato invece la sequenza "Lau Gar Kuen", la forma "gentile" dello stile Hung Gar. Questa forma è molto importante: è degno di nota il fatto che uno stile potente quale l'Hung Gar non tralasci mai lo studio di tecniche morbide: tecniche potenti e morbide sono solo due facce della stessa medaglia.
Durante le lezioni il Gran Maestro Lee è stato sempre molto affabile, prodigo di consigli per tutti, molto attento a coinvolgere anche gli ultimi arrivati (che per l'occasione si sono impegnati molto riuscendo così ad imparare l'intera sequenza); la passione del GM°Lee per il Kung Fu Tradizionale è continuamente evidente e l'allenamento tecnico è sempre accompagnato da insegnamenti più profondi.
E' in occasione della cena con noi allievi dopo l'allenamento, cosa voluta fortemente dal nostro Maestro, che il GM° Lee ci da un altro importante insegnamento; le sue parole sono molto rare negli ambienti delle palestre moderne di arti marziali:
<<Bisogna praticare il Kung Fu con gioia - ci ha detto ripetutamente - andare in palestra ad allenarsi non significa andare a lavorare: se si affronta l'allenamento con questa ottica, è meglio smettere subito.
Purtroppo vedo tante persone che arrivano agli allenamenti pensando che si stancheranno molto. Ma il Kung Fu è la gioia di migliorarsi e di praticare insieme ai compagni sotto la guida del Maestro, come se fossimo tutti una grande famiglia.>>
Gli allenamenti di Kung Fu sono duri e faticosi (in armonia col significato del termine "Kung Fu" ossia "Duro Lavoro") ma non dobbiamo mai dimenticare che stiamo lavorando per migliorarci, per creare con il Maestro e con i nostri compagni una realtà positiva pregna dei più nobili ideali e che sia utile a noi e agli altri; tenere questo sempre in mente ci permetterà di contribuire a creare un ambiente sano in palestra dove tutti collaborano per raggiungere un obiettivo comune.
Tutto ciò in armonia con quello che avveniva nel passato, quando i praticanti di Kung Fu non sviluppavano atteggiamenti egocentrici e violenti ma erano persone buone e affabili che aiutavano i più deboli e si sforzavano di vivere in armonia con alti valori morali anche se questo andava contro i propri interessi.
Per questo motivo erano conosciuti come "Eroi" sempre pronti ad aiutare chi ne avesse bisogno!
Il Gran Maestro tiene molto a sottolineare anche questo secondo aspetto dell'arte marziale:
| Cosa significa che la Scuola è "come una famiglia"? |
Significa condividere con il Maestro e con i propri compagni non solo il momento dell'allenamento ma anche il resto della vita, "momenti belli e brutti", proprio come fa una famiglia.
Questa è la differenza fra un semplice corso in palestra e una "Scuola di Kung Fu Tradizionale".
Seguendo questa idea infatti, dopo ogni allenamento, siamo andati a cena con lui. Il Gran Maestro Lee ha stretto un ottimo rapporto col Maestro Montelatici e con noi ed è rimasto colpito dall'impronta tradizionale che il nostro Maestro ha dato alla Scuola fin dall'inizio.
Alcuni allievi oltre agli allenamenti e alle cene con il GM° Lee hanno avuto il piacere di essere stati ospiti con lui ed il M° Montelatici in altri momenti.
Il Gran Maestro Lee è sempre molto disponibile e gli piacciono compagnia e conversazione. Abbiamo colto l'occasione per fargli qualche domanda che vi riportiamo:
GFTI: "Gran Maestro, da quanto tempo pratica il Kung Fu? Cosa l'ha portata a scegliere lo stile Hung Gar rispetto, ad esempio, al Wing Chun, al Choy Lay Fut o ad altri stili?"
GM° LEE: "Ho iniziato il mio Kung Fu molto giovane con un altro stile ma poi, quando ho iniziato a praticare Hung Gar...come dire, è stato 'amore al primo colpo'! Da quel momento non più smesso di praticare questo stile, anche se ho continuato ad allenarmi in ciò che già avevo studiato; poi ho deciso di specializzarmi anche nella Lion Dance."
GFTI: "Nel Kung Fu si utilizzano moltissime armi: qual è la Sua preferita?"
GM° LEE: "Tutte le armi sono molto importanti. Fanno parte dello stile praticato, ci rafforzano e ci permettono di capire aspetti diversi dall'allenamento a mani nude oltre a poter risultare utili per autodifesa. Personalmente preferisco il bastone! Ma, badate bene, ogni oggetto può essere utilizzato come un'arma. Per esempio, qui a tavola ho un coltello ed una forchetta - il Maestro, con una velocità incredibile, fa ruotare le posate in aria come un giocoliere e fa cenno di lanciarcele - Visto? Anche queste sono armi! Dobbiamo però avere l'allenamento e la mentalità giusta!"
GFTI: "Ha molti allievi, ad Hong Kong? Quante ore di allenamento e quali corsi organizza nella settimana?"
GM° LEE: "Ho una scuola piuttosto numerosa. Dovete capire che, ad Hong Kong, a causa del sovraffollamento, mancano gli spazi opportuni. Fortunatamente sono riuscito a costruire insieme ai miei allievi una nostra palestra dove possiamo allenarci senza problemi, sia nel Kung Fu che nella Lion Dance. Nell'arco della giornata ho diversi corsi, inoltre insegno all'interno di alcune scuole e sto prendendo parte ad un progetto che prevede l'insegnamento a persone portatrici di handicap, sono molto contento di tutto ciò."
GFTI: "Quindi l'allenamento Le porta via tutto il giorno."
GM° LEE: "Anche se sono molto impegnato trovo il tempo per occuparmi della mia famiglia, della mia azienda e di altri vari impegni. Cerco di far incastrare tutto nella giornata: dormo poco ma sono molto felice! E mi alleno ogni volta che ho un piccolo momento libero!"
GFTI: "Maestro, l'idea della famiglia di cui ci ha parlato è molto importante, ma forse, in Occidente, è difficile da comprendere."
GM° LEE: "Ma non impossibile! Guardate adesso: dopo l'allenamento, siamo a cena fuori, tutti insieme, a parlare di Kung Fu.e, badate bene, anche questo è allenamento! Il saper stare con gli altri, e affrontare sempre le sfide del mondo con serenità è un grande allenamento! Gli insegnamenti dei maestri del passato sono giunti fino a noi, Io ed il vostro Maestro stiamo insegnando a voi, voi un giorno insegnerete ai vostri allievi, è così che si tramanda il Kung Fu, da Maestro ad allievo, di generazione in generazione."
GFTI: "Maestro, che cosa pensa del Kung Fu oggi? Che differenze ci sono di mentalità tra gli orientali e gli occidentali nell'apprendimento delle arti marziali?"
GM° LEE: "Il Kung Fu comincia ad essere apprezzato in tutto il mondo. E questo mi fa molto piacere, perché ho conosciuto diverse persone in gamba che si sono meritate di apprenderlo, e che con costanza e fatica portano avanti quanto imparato. Purtroppo la maggior parte dei praticanti occidentali non riesce ancora ad apprezzare fino in fondo l'arte marziale: quando insegno in Occidente, vedo spesso volti contratti "da duri", espressioni serie, sguardi "di ghiaccio"; ma Kung Fu non è questo, è anzitutto la ricerca dell'armonia. Non si può certo affrontarla in quel modo. Purtroppo è recepito in massima parte solo l'aspetto fisico dell'arte, ma non va bene. Devo però ammettere che, al confronto, alcuni occidentali, come il vostro maestro, sembrano essere quasi più attenti alle nostre tradizioni rispetto ai Cinesi stessi, e sembrano poterle apprezzare di più. Molti ragazzi cinesi di oggi non sanno nemmeno cosa sia il Kung Fu: passano le loro giornate su internet o alla televisione, cercando di affacciarsi al "vostro" mondo. Per di più, dato che la maggior parte sono figli unici per la politica delle nascite, crescono viziati dai loro genitori e tutto questo li allontana dalle nostre tradizioni più antiche!"
GFTI: "In palestra abbiamo avuto la possibilità di praticare dei passi della famosissima "Lion Dance", per la quale Lei è conosciuto come "Mister Lion" ad Hong Kong: com'è nato questo - diciamo così - ballo insolito?"
GM° LEE: "In realtà la Danza del Leone ha un'origine piuttosto recente rispetto al Kung Fu, cioè si fa risalire a pochi secoli fa, quando delle imbarcazioni portarono dei leoni in gabbia in Cina: nessuno aveva mai visto il re degli animali, ed i Cinesi rimasero talmente impressionati da quelle bestie che decisero di dedicar loro delle danze. In questi "balli", che hanno alla base un grande allenamento fisico e mentale, si tende a riprodurre la vita quotidiana dell'animale."
Detto questo Maestro Lee ci mostra con il telefono cellulare un video di allenamento dei suoi allievi ad Hong Kong. "L'allenamento della danza - continua a spiegare - viene effettuato su pali di varia altezza, a volte uniti da corde, su cui "saltellano" i praticanti rivestiti di una maschera di cartapesta ed un lungo mantello, rappresentanti rispettivamente la testa ed il busto del leone: devono trovare la coordinazione perfetta tra loro, perché il minimo errore può farli cadere. Inoltre, devono sempre andare al ritmo della musica del tamburo. La Lion Dance è considerata una danza per il buon auspicio, proprio per la sacralità e la mitologia che si è portata dietro la figura del leone. Spesso e volentieri ci chiamano per l'inaugurazione di qualche negozio, oltre che per ricorrenze particolari."
GFTI: "Cosa pensa della nostra preparazione, Maestro?"
GM° LEE: "Il vostro Maestro ha un'ottima preparazione e vi sta insegnando bene. Avete formato un bel gruppo con un buono spirito. Siete tutti molto in gamba e avete molta voglia di apprendere. Sono sicuro che continuerete ad allenarvi costantemente. Con tutti voi sono stato bene. Io ed il vostro Maestro rimaniamo in contatto e con voi: spero di vedervi il prossimo anno! "
Giunti alla fine della settimana (e degli allenamenti), il Gran Maestro Lee riparte. Lo salutiamo calorosamente ringraziandolo per tutto quanto ci ha insegnato e per il piacevole tempo passato insieme.
Cogliamo l'occasione per ringraziare anche il nostro Maestro Michele Montelatici che continua con passione ad insegnarci il Kung Fu nello spirito Tradizionale e che ci ha permesso di vivere questa profonda esperienza.
lo Staff G.F.T.I.
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